Sannazzaro de Burgondi 2025

Il toscano Lorenzo Magli si impone nel 71° Gran Premio Ciclistico davanti a Fabbro e Scarso al termine di una gara corsa a medie folli (oltre 44 km/h). La classica pavese del calendario Elite-U23 conferma la sua tradizione: pubblico delle grandi occasioni sul rettilineo di Viale Italia e un’organizzazione che non sente il peso degli anni.

SANNAZZARO DE BURGONDI (PV) – Se esiste una corsa capace di raccontare l’essenza del ciclismo di fine stagione tra i dilettanti, quella è il Gran Premio Ciclistico di Sannazzaro. In una Lomellina baciata dal sole di fine settembre, la 71ª edizione della gara organizzata dal G.C. Sannazzaro ha celebrato il trionfo di Lorenzo Magli. Il portacolori della Gallina Ecotek Lucchini ha trasformato il lungo rettilineo d’arrivo nella sua passerella personale, centrando una vittoria che pesa per prestigio e tempismo, proprio nel cuore della fiera locale.

In un’annata che sta per volgere al termine, Magli ha dimostrato una condizione atletica invidiabile, regalando al team bresciano un successo cercato con caparbietà. Alle sue spalle si sono arresi Riccardo Fabbro (UC Trevigiani) e Andrea Scarso (SC Padovani), in una volata di pura potenza che ha infiammato i tantissimi appassionati accorsi ai bordi del circuito cittadino.

Il via è stato dato alle ore 14:00 sotto un cielo terso. Il percorso, il collaudato anello cittadino di 5,3 km da ripetere 26 volte, non ha lasciato spazio a tatticismi: si è partiti subito a tutta. Dopo appena due tornate, la corsa si è accesa con l’attacco di tre uomini: Francesco Sangalli (Rime Drali), Matteo Falchetti (Beltrami TSA) e Michael Belleri (Gallina). Un’azione di forza che ha caratterizzato gran parte della giornata, con i fuggitivi capaci di guadagnare fino a 1’30” sul gruppo, tenuto costantemente sotto pressione dalla Trevigiani e dalla Overall.

A circa 20 chilometri dalla conclusione, il gruppo ha ricucito il gap, ma la calma è durata poco. Il russo Daniil Kazarov (PC Baix Ebre) ha tentato il colpo di mano solitario a meno di 10 km dal termine, arrivando a sfiorare l’impresa. Tuttavia, la macchina organizzativa dei treni delle squadre dei velocisti non ha concesso sconti, andando a riprendere l’attaccante all’ultimo passaggio della “curva del cimitero”.

L’ingresso nel chilometro finale è stato un gioco di nervi e posizionamento. La Gallina Lucchini ha pilotato Magli in modo magistrale: il toscano è sbucato ai -150 metri con una progressione irresistibile, lasciando il vuoto alle sue spalle. Per Magli si tratta della conferma di una maturità tecnica che lo pone tra i nomi più interessanti del panorama nazionale.

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